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Fake news: come riconoscerle?

Aggiornamento: 10 feb 2023

Nell'overflow di informazioni a cui siamo quotidianamente sottoposti, dobbiamo imparare a valutare l'attendibilità delle notizie




Ormai da tempo sentiamo parlare spesso di fake news, e di come queste generino confusione nell'opinione pubblica.


Con questo termine vengono identificate quelle notizie false, o comunque fuorvianti, che vengono diffuse attraverso i media.


La loro eco si è notevolmente amplificata con l'avvento dei social network, dove ogni utente può condividere o rilanciare qualsiasi tipo di contenuto. Questo fa sì che una fake news che entri nel sistema possa ottenere in pochissimo tempo una visibilità enorme.


Imparare a valutare ciò che si legge e a riconoscere quali siano le fake news è importante per chiunque, per poter fruire di una informazione chiara ed attendibile, ma lo è ancora di più per chi fa ufficio stampa e lavora nel mondo dell'informazione.


Spesso è proprio dalle notizie di attualità che si trae spunto per i comunicati stampa, gli articoli, e i contenuti da condividere. Ma è bene accertarsi che si tratti di notizie vere, per evitare di creare danni al cliente.


Spesso il processo di fact-checking (così viene chiamato in gergo giornalistico il processo di verifica della veridicità dei fatti) non è semplice come potrebbe sembrare, poiché è capitato anche che notizie false, o in parte false, finiscano per essere rilanciate anche da testate importanti e accreditate.


Fake news, analisi del contenuto e fact-checking


In generale, però, la prima cosa che possiamo fare è valutare la fonte. Nel caso di articoli letti online, verificate se siano pubblicati su testate regolarmente registrate presso un Tribunale.


Il secondo passo è quello di fare una ricerca online di quella notizia, per vedere se altre testate l'abbiano riportata e in che modo. Se sono in molti a riportarla con gli stessi dettagli, ed è stata ripresa anche da magazine noti, questo aumenta le possibilità che sia effettivamente vera.


C'è, poi, una cosa molto importante da fare: l'analisi del contenuto. Nell'articolo quali "prove" vengono portate a supporto di ciò che si sta dicendo? Ci sono dati, foto, video, testimonianze dirette? Che toni vengono utilizzati nell'esporre i fatti? Un linguaggio eccessivamente allarmante o entusiasta può rappresentare un campanello d'allarme negativo.


Un'altra cosa da chiedersi è quale sia la finalità di quell'articolo o post. Se punta a suscitare clamore, stupore, indignazione o promuovere un'idea specifica, o semplicemente portare meramente traffico al sito web, l'informazione potrebbe non essere la priorità dello scrivente, che è possibile non abbia verificato adeguatamente le sue fonti, o abbia riportato la notizia in modo superficiale.


Un ultimo aspetto da tenere in considerazione è se si tratti di una comunicazione a pagamento. Sempre più spesso i brand e le aziende scelgono di acquistare degli articoli, anziché i tradizionali spazi pubblicitari, per far parlare di sé sui media di riferimento. Saranno, dunque, i committenti a scegliere i contenuti di quanto verrà scritto. In questo caso non possiamo certo parlare di fake news, ma, se stiamo cercando informazioni utili a costruire lo storytelling del nostro brand o di un cliente, è bene tenere a mente che quelle informazioni e quei dati è possibile che vengano presentati con la chiave di lettura più idonea a mettere in luce il promotore dell'articolo.


Queste sono alcune indicazioni di massima, che presentano eccezioni.


La soluzione migliore sarebbe verificare in prima persona con i diretti interessati se la notizia sia vera, risalire sino alla fonte.


Questo processo è spesso lungo e complesso, e non sempre possibile. Esistono, però, dei siti internet che si occupano di fact-checking, il cui compito è proprio quello di smascherare le fake news. Tra questi segnaliamo Facta, FactCheck, Fact Checking di Open, un progetto della testata giornalistica, che mira a monitorare e smascherare le notizie false o fuorvianti diffuse in Italia e all’estero.





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